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ROMA—«Sono
in un vicolo cieco. Ho bisogno di soldi». Oscar Cabanerio alle 7
e 30 si mette in fila di fronte al centro perla sperimentazione di nuovi
farmaci Sfbc a Mi ami. Davanti a lui ci sono già 70 persone. Roberto
Alvarez, un muratore argentino, ha appena trascorso 8 giorni confinato
nel centro per sottoporsi ai test di un farmaco candidato contro il Parkinson.
In cambio ha ricevuto 4.300 dollari. «È come una prigione»
racconta ora in un'inchiesta sulle truffe nei trial clinici dei medicinali
realizzata dall'agenzia Bloomberg. La strada che porta all'approvazione
di un nuovo farmaco è lunga, costosa, costellata da paletti etici.
La prima regola, infranta dal centro di reclutamento di Miami, è
che nessun volontario debba essere retribuito. Ma tempo, denaro e rispetto
delle regole non sempre vanno d'accordo nel mondo dell'industria farmaceutica.
Di soldi aveva bisogno
anche Garry Polsgrove, un veterano del Vietnam. Nel 2002 a 55 anni, senza
un lavoro né una casa, aveva bussato alle porte della Fabre Research
Clinic di Houston. Dopo la prima somministrazione di clozapina, farmaco
candidato per la cura della schizofreriia, il suo cuore aveva.perso regolarità.
Ventidue giorni dopo^olsgrove è morto e la Food and Drug Administration
- l'autorità americana che regola l'immissione sul mercato di nuovi
farmaci - non ha potuto fare altro che mandare un'ispezione alla Fabre,
registrare una mezza dozzina di pratiche illegali e chiuderne le porte
per sempre.
Scott Scheer si è arruolato invece perché era un medico,
credeva nella ricerca e si fidava ciecamente dei suoi colleghi, come ricorda
oggi la moglie. Dopo alcuni cocktail di farmaci in sperimentazione per
la pressione alta, il radiologo di Philadelphia ha lamentato i primi sintomi:
dolore ai muscoli, caviglie gonfie, formicolio alle mani. Dopo quattro
anni è morto. Il suo decesso è stato provocato da uno dei
principi attivi assunti durante la sperimentazione, e ora i familiari
hanno denunciato il Lankenau Hospital, responsabile del trial, per non
aver diagnosticato tempestivamente i sintomi.
Negli Stati Uniti, dove si concentra circa la metà del business
mondiale legato alla sperimentazione di nuovi farmaci, i test commissionati
tra il 2001 e il 2004 sono stati 37 mila. E il rispetto delle regole è
finito a volte all'ultimo posto. «Le maggiori case farmaceutiche
degli Usa affidano ad aziende private gran parte dei test clinici sugli
uomini, in una situazione che vede lacune normative, scarsi controlli
e spesso conflitti di interessi» scrivono David Evans, Michael Smith
e Liz Wìllen nell'inchiesta di Bloomberg. Il bioeticista dell'università
di MiamiKen Goodman, che racconta la sua visita all'interno del centro
Sfbc di Miami, denuncia: «La situazione è scioccante. Entri
e vedi la gente che si affolla attorno agli "studi"più
convenienti».
Ma i controlli obbligatori per i trial clinici sono tutt'altro che cavilli
inutili. Si stima che l'antidolorifico Vioxx, ritirato dal mercato
l'anno scorso, sia responsabile di 140mila casi di attacchi cardiaci e
55mìla morti. Le indagini sono ancora in corso, ma la colpa sembra
attribuibile a una sperimentazione non sufficientemente accurata.
Nessuno si era accorto che nel lungo periodo, in alcune persone, il farmaco
raddoppia il rischio di problemi cardiovascolari. E così ora la
Merck, casa produttrice, si trova di fronte a 5 mila richieste di risarcimento
da parte di
altrettanti pazienti (o familiari).
Il tribunale è spesso il punto di approdo di una sperimentazione
scorretta. I genitori di Mìchael Daddio, un banbino di 5 anni morto
dopo un intervento di cardiochirurgia nell'ospedale di Wilmington, Delaware,
hanno denunciato il chirurgo per non averli informati in anticipo che
il figlio sarebbe stato sottoposto a una tecnica nuova in via di sperimentazione.
E Bill Hamlet ha portato davanti ai giudici i responsabili dei trial per
un nuovo farmaco contro la psoriasi. A sua insaputa, l'uomo era finito
nel gruppo di volontari sottoposti a un semplice placebo e senza un farmaco
efficace la sua psoriasi era peggiorata definitivamente.
Un modo per aggirare le trappole legali da parte delle aziende farmaceutiche
esiste. Consiste nello svolgere la sperimentazione in un paese in via
dì sviluppo.
II chirurgo Ignazio Marino, che lavora al Jefferson Medicai College
di Philadelphia accusa; «Sono molto più protette - dice -
le cavie animali nel nostro paese che un volontario umano nel terzo mondo.
Le uniche norme che tutelano i volontari sono dichiarazioni di intenti
internazionali senza alcuna forza cogente».
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