Niente ricetta e grandi risparmi. Con queste promesse si diffonde il pericoloso business dei farmaci sul web. Che fa leva su nuove paure. A cominciare dall'influenza aviaria

da La Repubblica delle Donne- 26 NOVEMBRE 2005

di di Claudio Castellani

...Gli investigatori e alcuni esponenti delle autorità sanitarie americane ed europee definiscono le farmacie web «dark corner», angolo nero del mercato della salute..

Per alcuni - pochi - siti certificati dalle autorità sanitarie, ne esistono migliaia che agiscono nell'ìllegalità


Che è spam lo capisci subito dall'oggetto, indecifrabile. Del tipo: Marjaanna story, Turbojet, Hi Differentiae. E dal mittente improbabile. Del tipo: Katlego Johnson, Anselma Courville, Felìcie Mccane, Lo scopo è sempre lo stesso: venderti Valium, Viagra e Cialis facendoti risparmiare ii 70 per cento del prezzo ufficiale. "Get more information"'-. se ci dicchi sopra, atterri in siti-farmacia. Come ogni negozio, ognuno ha il suo stile. Quello messicano esibisce uno sfondo nero, scritte rosse e corpi scolpiti in palestra, nonché anonimi flaconcini di plastica. I flaconcini contengono sferoidi, anaboliz-zanti e altra robetta dei genere, normalmente non facilissima da ottenere perché serve la ricetta medica. Qui basta cliccare su "order novi/' e inserire un numero di carta di credito. I siti americani sono più country style. C'è la foto di un dottore che è il ritratto dei medico di famiglia rassicurante: capelli bianchi, sorriso aperto e camicia scozzese che spunta dal camice bianco. Ci sono siti
illustrati, con immagini di scintillanti laboratori di ricerca, e altri del tutto asettici, semplici cataloghi di pillole. Se non si ha molta dimestichezza con il sapere medico, i siti danno un aiutino: basta cliccare sul disturbo e appare l'elenco dei farmacì che è possibile ricevere a casa, per farlo sparire. Questo è tutto, Una normale storia di fantasia commerciale, si potrebbe dire, se non fosse che i siti-farmacia stanno scatenando una guerriglia informatica -ma anche monetaria, umanitaria e politica - di vaste proporzioni.
Peter Neupert, un ex dirigente di Microsoft che ha aperto un sito di e-commerce, sostiene che. dallo zero assoluto del '98, la vendita di farmaci on line raggiungerà quest'anno il giro d'affari di 15 milioni dì dollari. Non si può stabilire con certezza chi si dividerà questo interessante gruzzolo, perché è difficile quantificare le farmacìe web. Ottomila secondo alcuni, undicimila secondo la Fda (l'americana Food and Drug Administration), che ha aperto nei proprì uffici un centro dì investigazione sulla materia. Questa mancanza di certezze crea nervosismo. Un investigatore della Dea (Drug Enforcernent Adrninistration, l'agenzia statunitense che combatte la diffusione delle droghe) ha dichiarato, un paio d'anni fa, che «questi siti sono come i conigli, che si moltiplicano dall'oggi al domani. Sono ovunque, e questo rende difficile ogni azione repressiva. Ne chiudi uno a Dallas, e due compaiono il giorno dopo in Florida». Gli investigatori e alcuni esponenti delle autorità sanitarie americane ed europee definiscono le farmacie web «dark corner», angolo nero del mercato della salute. Le ragioni del nervosismo sono semplici, riconducibili al buon senso e a pochi indicatori statistici. Per alcuni - pochi - siti certificati dalle autorità sanitarie, ne esistono migliaia che agiscono nell'ìllegalità. Alcuni vendono solo a
clienti che risiedono in un Paese diverso rispetto a quello di "residenza" del sito, in modo da non dover rispondere alle proprie leggi
. Altri raccolgono gli ordini e i soldi, poi chiudono e spariscono. Oppure clonano le carte di credito, o direttamente i farmaci. Recentemente l' FDA ha effettuato controlli su un migliaio dì buste contenenti medicinali spediti da farmacie web: la maggioranza conteneva prodotti contraffatti e pericolosi. Secondo un rapporto dell' Incb (International Narcotics Control Board, un'agenzia delTOnu) il 90 per cento degli ordini che arrivano alle mail box di questi siti riguardano medicinali ottenibili solo dietro precisa prescrizione medica. Spesso si tratta di prodotti pericolosi e capaci di creare dipendenza.
Sulla stampa internazionale cominciano ad apparire con regolarità notìzie come questa, risalente all'estate dell'anno scorso: un ragazzo inglese di 24 anni si è buttato sotto il treno. Con l'autopsia si è scoperto che aveva in corpo i principi attivi di un paio di medicinali usati per la cura della schizofrenìa. Inoltre, a casa sua c'era un piccolo magazzino con oltre venti tarmaci di quel tipo, tutti comperati on line. La madre dichiara che il ragazzo lì usava per curare, al di fuori dì ogni controllo medico, la depressione.
Siccome il mercato sta esplodendo, non stupisce il moltiplìcarsi dei centri di ricerca sul marketing e sui trend di consumo. Grazie all'agenzia Envisional, per esempio, conosciamo la top ten dei medicinali acquistati bypassando medici e farmacisti. In testa c'è il Viagra, seguito da quattro preparati per dimagrire, uno contro la caduta dei capelli, il Prozac, un prodotto contro i dolori artritici. Chiudono la lista altri due farmacì per perdere peso. Un buon piazzamento hanno gli anticoncezionali, gli antidepressivi in genere, le pillole contro l'insonnia, i prodotti per doparsi come gii anabolizzanti e l'Epa
II rapporto dell'Incb non ha saputo consigliare molte strade per arginare il fenomeno. «Non esistono, oggettivamente, strumenti», sostiene Maurizio Masciopinto. dirigente della divisione operativa della Polizia postale italiana. «Noi ci siamo mossi da tempo, e abbiamo chiuso alcuni server italiani. Smerciavano sostanze dopanti, che finivano in un giro di palestre, sostanze psicotrope, ansiolitici, cose di questo genere. Ma non possiamo dire di avere vinto nessuna battaglia. Internet rende tutto inafferrabile. Le cose funzionano così: il sito si domicilia, mettiamo, in Corea o in Vietnam. Ma i farmaci vengono spediti dai Paesi in cui certe sostanze circolano più liberamente. Che so? Gli anabolizzanti partono dal Sud America, gii ansiolitici dall'Olanda. E allora? Per bloccare tutto ci vorrebbe una regolamentazione planetaria dì Internet, oppure una serie infinita di accordi bilaterali tra il governo italiano e quelli dì altri Stati». Anche uno dei pochi suggerimenti proposti dall'lncb - mobilitare i funzionari delle dogane - appare poco praticabile, dal momento che sono già oberati di lavoro, e comunque i medicinali vengono inviati in buste prive di contrassegni.
Secondo Newstarget.com - sito americano che si occupa di medicina naturale e offre ai visitatori una vasta documentazione su tutti i problemi di salute - le autorità americane avrebbero cercato di coinvolgere i grandi motori di ricerca e i creatori di software. Se possono aiutare il governo cinese a perseguitare i cittadini che chiedono democrazia, perché non potrebbero mettere a punto filtri elettronici in grado di rendere irraggiungibili le farmacie web? Pare che il tentativo non abbia avuto successo. Forse per la riluttanza dei motori di ricerca, ma anche per motivi pratici: molti di questi siti sono raggiungibili solo tramite spam. Così il nervosismo delle autorità cresce, come i motivi che spingono la gente a procurarsi i medicinali on line. Ed è qui che la storia si fa complicata e appassionante, come tutte le storie di guardie e ladri. Perché una domanda diventa inevitabile: che cosa spinge milioni di persone in tutto lì mondo a violare il buon senso e cacciarsi nel dark corner della salute? Alcuni lo fanno per comperare anabolizzanti, d'accordo. Ma tutti gli altri? Secondo un'indagine di Comscore, un importante centro di monitoraggio, i visitatori delle farmacie web crescono a un tasso che ondeggia tra il 15 e il 36 per cento l'anno. E chi non si limita a visitare il sito, ma effettivamente compra medicinali, nei due terzi dei casi lo fa per risparmiare denaro. Eppure il 54 per cento del campione dichiara di essere preoccupato per rischi a cui va incontro.
Qual è, allora, la forza che li spinge a ignorarli? Una è la paura. Nel 2002, quando negli Stati Uniti si diffusero le voci di un attacco terroristico con' l'antrace, migliala di persone affollarono i siti per comperare i medicinali necessari a difendersi. Qualcosa del genere si è ripetuto ora, con l'influenza aviaria, prima che gli scienziati sollevassero dubbi sull'efficacia del Tamiflu (alcuni siti, che prima lo vendevano a un prezzo maggiorato rispetto a quello praticato nei Paesi dove era disponibile, come la Svìzzera o San Marino, ora mettono in evidenza l'avviso che le scorte sono esaurite).
Ma il fronte più caldo sta nel cuore dell'impero: ovvero nella crisi del sistema sanitario americano, che lascia 46 milioni di persone prive di assistenza. E il web si trasforma, allora, in una piazza dove tutto è lecito.
L'FDA pubblica regolarmente i suoi studi, in cui dimostra che i farmaci on line sono pericolosi, scaduti, venduti senza prescrizione medica e contraffatti. Inoltre, esercita una pressione costante sul governo Usa perché intervenga con ogni mezzo per stroncare il traffico.
Sull'altro versante si schierano le associazioni dei consumatori, siti come New-starget.com e libri come Generation Rx: how prescription drugs are altering American minds, lives and bodies (di Greg Critser, edito da Hough-ton Mifflin) accusano l'Fda dì voler fare, usando la paura come strumento di dissuasione, una «guerra finanziaria contro il popolo americano», una politica cioè di salvataggio dei super profitti di Big Pharma, come ormai vengono collettivamente denominate le grandi multinazionali della salute. Perché non soltanto 46 milioni di statunitensi sono privi di assistenza medica, ma se vogliono essere ligi alle regole e comperare le medicine presso un negozio, spesso sì trovano costretti a pagarle più del doppio di quanto le pagherebbero in Canada. Così la grande sfida tra guardie e ladri acquista tinte paradossali. E le associazioni dei consumatori, nella loro lotta contro l'Fda e Big Pharma, trovano al loro fianco governatori di Stati e sindaci di grandi città. Nel Kentucky, la possibilità di comperare medicine attraverso i siti canadesi è diventata materia di dibattito elettorale. In Stati come il Maryland. il Wisconsin e il Minnesota e in grandi città come Boston, le autorità sono passate alle vie di fatto. Se andate a visitare il sito ufficiale del Wisconsin per esempio, trovate una pagina in cui il governatore, Jim Doyle, scrive: "siamo qui per aiutare i troppi cittadini di questo Stato costretti a compiere l'insopportabile scelta tra comperare cibo e comperare medicine". Aiutarli come? Nel più semplice e moderno dei modi: Click here. Lo Stato aiuta ad acquistare prodotti a prezzi equi nelle farmacìe web canadesi. Controllati e certificati da! governo locale, questa volta. E comunque, solo dietro presentazione di regolare ricetta medica.